Associazione Sportiva Roma
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AS Roma Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Italiana
Campione d’Europa in carica
Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania in carica
Campione di Spagna in carica
Detentore della Coppa Intertoto
Detentore della FA Cup
La Maggica; Giallorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Casa
Trasferta
Terza divisa
Colori sociali: Giallo-oro e rosso-porpora
Simboli: Lupa capitolina
Inno: Roma (non si discute, si ama)
Antonello Venditti (1974)
Dati societari
Città: Roma
Paese: Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie A
Fondazione: 1927
Presidente: Rosella Sensi
Allenatore: Luciano Spalletti
Stadio: Olimpico
(72.698 posti)
Sito web:
www.asroma.it
Palmarès
Scudetti: 3
Trofei nazionali: 9 Coppe Italia
2 Supercoppe italiane
Trofei internazionali: 1 Coppe delle Fiere
1 Torneo Anglo-Italiano
« La Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai. »
(Dino Viola, attribuita)
L'Associazione Sportiva Roma, spesso abbreviata in A.S. Roma o semplicemente Roma, è una società calcistica di Roma. Tra le principali squadre italiane, fu fondata nel 1927 e milita in Serie A. Insieme a Juventus e Lazio, è una delle tre società italiane di calcio quotate in borsa.[1]
In 81 anni di storia ha sempre partecipato, tranne che in un'occasione (nel 1952), ai campionati di Serie A, vincendo 3 scudetti, 9 coppe Italia (insieme alla Juventus è la squadra che ne ha vinte di più) e 2 Supercoppe Italiane. Ha terminato il campionato per dieci volte al secondo posto e cinque volte al terzo. In 79 stagioni sportive, è arrivata sul podio nel 22,8% delle occasioni.
Il simbolo della squadra è la Lupa capitolina; la divisa, che prende i colori dal gonfalone cittadino, è rosso scura tendente al porpora (rosso pompeiano) bordata di giallo-arancio (giallo oro).
Le principali rivali nazionali della Roma sono la Lazio, con la quale si contende il primato cittadino nei Derby della Capitale, e la Juventus, squadra contro la quale l'undici capitolino rivaleggiava negli anni '80 per la conquista del titolo.[2] A livello internazionale la rivalità più accesa è certamente legata alla squadra inglese del Liverpool che nel 1984 batté ai rigori la Roma nella finale della Coppa dei Campioni proprio in casa dei giallorossi, allo Stadio Olimpico.
Attualmente è la quinta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro Juventus, Milan, Inter e Napoli.[3] La Juventus conquista «quasi un terzo» degli intervistati; dietro si posizionano Inter (14%), Milan (13%) e Napoli (7,8%), davanti alla Roma (7,3%) che tuttavia detiene un significativo primato nella dimensione del bacino di utenza localizzato (più di 1 milione di sostenitori nell'area metropolitana di pertinenza). Secondo la rivista americana Forbes, in uno speciale reportage del 2008, il valore del club capitolino ammonta a 434 milioni di dollari, classificando la Roma undicesima nella graduatoria mondiale delle società più valutate e terza tra quelle italiane, dopo Milan e Juventus.[4]
Indice [nascondi]
1 Storia
1.1 Le origini
1.2 La nascita della A.S.Roma
1.2.1 I colori, il simbolo e la sociologia
1.3 Gli anni trenta
1.3.1 La Roma "testaccina"
1.4 Gli anni quaranta
1.4.1 Il primo Scudetto
1.4.2 Il declino del dopo scudetto
1.5 Gli anni cinquanta
1.5.1 La retrocessione in serie B e l'immediato ritorno.
1.6 Gli anni sessanta
1.6.1 La Coppa delle Fiere
1.6.2 La crisi finanziaria
1.7 Gli anni settanta
1.7.1 Gli anni della "Rometta"
1.7.2 Nascita del tifo organizzato e del CUCS
1.8 Gli anni ottanta
1.8.1 Il secondo Scudetto
1.8.2 La finale della Coppa dei Campioni
1.8.3 L'incredibile sconfitta con il Lecce
1.9 Gli anni novanta
1.9.1 La morte di Viola e gli anni bui della nuova Roma
1.9.2 La lenta rinascita ad opera di Franco Sensi
1.9.3 Capello forgia dei vincenti
1.10 Il nuovo millennio
1.10.1 Il terzo scudetto
1.10.2 Le occasioni sfumate
1.10.3 Dalla crisi alla nuova rinascita
1.10.4 Dal 2007/2008
2 I simboli della Roma
2.1 Lo stemma
2.2 L'inno
3 Cronistoria
4 Palmarès
4.1 Competizioni ufficiali
4.1.1 Nazionali
4.1.2 Internazionali
4.2 Competizioni minori
4.2.1 Regionali
4.2.2 Nazionali
4.2.3 Internazionali
4.3 Competizioni giovanili
5 Altri piazzamenti e partecipazioni
5.1 Campionati nazionali
5.2 Piazze d'onore
5.3 Coppe nazionali
5.4 Coppe europee
5.5 Tornei internazionali
6 Rosa 2008/2009
7 Rose delle stagioni precedenti
8 Record e statistiche
8.1 Giocatori della Roma campioni del mondo
8.2 Numeri ritirati
8.3 I record sul campo
8.3.1 Squadra
8.3.2 Individuali
9 Gli sponsor sulla maglia[32]
9.1 Sponsor principali
9.2 Fornitori tecnici
10 A.S. Roma S.p.A.
10.1 Organigramma
11 Note
12 Bibliografia
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni
[modifica] Storia
Andamento della A.S.Roma in Serie A dalla nascita ai giorni nostriSostanzialmente nella storia della Associazione Sportiva Roma possono essere riconosciuti tre grandi periodi, coincidenti con i tre titoli nazionali conquistati, nei quali la squadra visse una serie di annate decisamente positive. Gli anni che vanno dalla sua nascita fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, furono l'epoca degli entusiasmi iniziali, quelli del Testaccio. A seguito di un decennio in cui la squadra esprimeva un bel gioco, ottenuto grazie alle prestazioni di giocatori realmente attaccati alla maglia, il club coronò il sogno di vincere il suo primo Scudetto proprio sul finale di quello splendido periodo. Dopo la breve parentesi degli anni sessanta, in cui la squadra ottenne l'unica vittoria europea della sua storia con la Coppa delle Fiere, un secondo periodo d'oro si può facilmente riconoscere negli anni della gestione Viola, quelli successivi alla prima grande crisi del calcio moderno, in cui la squadra giallorossa sotto la guida di Nils Liedholm, oltre a vincere il secondo titolo della sua storia, quasi riuscì nell'impresa storica di vincere la Coppa dei Campioni, arrendendosi solo in finale di fronte ai calci di rigore. Una terza epoca infine va ricondotta al recente passato, ai primi anni del 2000 quando grazie agli sforzi economici del presidente Franco Sensi con allenatore Capello, figura discordante e poco amata dai tifosi romanisti, la Roma arrivò a conquistare il suo terzo titolo nazionale e successivamente svolse una serie di annate di buon livello.[5]
[modifica] Le origini
Per approfondire, vedi la voce Associazione Sportiva Roma/Le origini.
Alba
Fortitudo
Roman
Agli inizi del XX secolo, quando il gioco del calcio stava prendendo piede in tutta la penisola italiana, nella città di Roma la situazione era molto simile a quella che si viveva (e si vive tutt'ora) a Londra. Come nella capitale britannica, la pratica di questo sport era svolta da un gran numero di piccoli club, ognuno con le sue particolarità e differenze; spesso erano squadre di quartiere o vere e proprie rappresentanti di classi sociali ben definite. Negli anni venti, a Roma, nella prima divisione regionale giocavano ben otto società: U.S. Romana, Fortitudo, Alba, Juventus-Audax, Roman, Audace, Pro Roma e la Lazio.[6]
[modifica] La nascita della A.S.Roma
« Il nuovo Club prende il nome di Associazione Sportiva Roma e assume i colori dell'Urbe, giallo-rosso, col fascio littorio e la lupa romana in campo verde.[7] »
(La Gazzetta dello Sport, 9 giugno 1927)
Italo Foschi, fondatore della A.S. Roma.La squadra capitolina venne costituita grazie alla fusione di tre delle società calcistiche di Roma: l'Alba Audace, il Roman e la Fortitudo Pro Roma.[8] Tale decisione venne presa per volere dell'allora segretario della federazione romana del Partito Nazionale Fascista, Italo Foschi (all'epoca anche membro del CONI e Presidente della Fortitudo Pro Roma). La data di nascita dell'A.S. Roma è stata a lungo discussa: da molte fonti viene infatti indicato il 22 luglio 1927; in realtà sembra che la fusione sia stata formalizzata il 7 giugno dello stesso anno, come annunciato il giorno successivo dai quotidiani romani Il Tevere, La Tribuna e Il Messaggero.[9]
Foschi diede corpo all'idea di avere una squadra sportiva che portasse il nome della città di Roma e che potesse ambire ai massimi risultati. Così come era accaduto in altre città del centro-sud (Firenze, Napoli e Bari), infatti, si intendeva dare vita, attraverso la fusione, a compagini di maggiori dimensioni in grado di reggere l'urto del calcio professionistico, già ampiamente praticato dalle formazioni del nord dell'Italia, fino a quel momento dominatrici assolute della scena calcistica nazionale. Della fusione avrebbe dovuto far parte anche la Società Sportiva Lazio, ma la stessa rimase fuori dall'accordo per l'intervento di un generale della Milizia fascista, il piemontese Giorgio Vaccaro, appartenente al club biancoceleste e Presidente della F.I.G.C. dal 1933 al 1942.[10]
Ferraris IV e BernardiniIl primo presidente fu lo stesso Foschi, il quale, dopo solo un anno, dovette abbandonare: venne infatti nominato membro del direttorio federale della Spezia e lasciò così l'incarico a Renato Sacerdoti, industriale del settore alimentare. La sede della Roma venne posta nel rione di Campo Marzio, in via Uffici del Vicario 35, nei vecchi uffici del Roman. Nei primi due anni di vita, la Roma giocò provvisoriamente al Motovelodromo Appio, in attesa della costruzione del nuovo stadio, dove si trasferì e giocò fino alla fine degli anni trenta: il Campo Testaccio.
[modifica] I colori, il simbolo e la sociologia
I colori scelti per la nuova compagine nata dalla fusione, furono il giallo oro e il rosso porpora, che erano i colori della società Roman ma anche quelli del gonfalone del Campidoglio: il giallo oro ed il rosso porpora o pompeiano, ereditati dagli antichi vessilli dell'Impero Romano. Come simbolo fu invece scelta la lupa che allatta Romolo il fondatore di Roma e suo fratello Remo: l'emblema della squadra, uno scudo bipartito rosso-oro sormontato dalla lupa capitolina, comprende tutti questi elementi (vedi anche la descrizione più sotto). Il fatto di rappresentare nei colori e nel simbolo la città e la tradizione di Roma oltre ad essere l'associazione di tre dei quattro club romani dei tempi, fece sì che la squadra richiamasse immediatamente a sé le simpatie della grande maggioranza del popolo appartenente sia ai nuovi quartieri che ai rioni nel cuore della città.[11]
I presidenti della A.S. Roma
I presidenti della A.S. Roma
[{{fullurl:{{{link}}}|action=edit}} modifica]1927 - Italo Foschi
1928 - Renato Sacerdoti
1934 - Vittorio Scialoja
1935 - Igino Bettini
1941 - Edgardo Bazzini
1943 - Pietro Baldassarre
1949 - Pier Carlo Restagno
1950 - Romolo Vaselli
1951 - Renato Sacerdoti
1958 - Anacleto Gianni
1962 - Francesco Marini-Dettina
1962 - Franco Evangelisti
1968 - Francesco Ranucci
1969 - Alvaro Marchini
1971 - Gaetano Anzalone
1979 - Dino Viola
1991 - Flora Viola
1991 - Giuseppe Ciarrapico
1993 - Ciro Di Martino
1993 - Franco Sensi
2008 - Rosella Sensi
[[|Leggi...]]
[modifica] Gli anni trenta
Per approfondire, vedi la voce Associazione Sportiva Roma/Anni 30.
Il "mitico" Campo Testaccio.La Roma conquistò il primo trofeo già nella stagione 1927/28, quella della sua fondazione, vincendo la Coppa C.O.N.I.
[modifica] La Roma "testaccina"
A partire dal 1930, la AS Roma poté finalmente trasferirsi nel nuovo stadio, il Campo Testaccio dell'omonimo quartiere popolare. A quel periodo è legata una delle più belle pagine della storia romanista: il pubblico caloroso e gremito nelle tribune di legno dipinte di giallo-rosso di quello stadio costituì un elemento fondamentale che spingeva i giocatori a dare sempre il meglio in tutte le partite.[12] Di conseguenza la squadra di quegli anni mostrava un carattere forte ed impavido di fronte a qualsiasi avversario. Protagonisti di tale periodo furono, oltre al già citato capitano Attilio Ferraris IV, il portiere Guido Masetti, il mediano Fulvio Bernardini, ed il centravanti fiumano Rodolfo Volk che segnò 103 gol con la maglia giallorossa.
Sciabbolone Volk in azione.Nell'estate del 1933 la AS Roma dopo aver venduto, con l'opposizione dei tifosi, il cannoniere Volk, mise a segno tre colpi di mercato acquistando i cosiddetti tre moschettieri argentini: Enrico Guaita, soprannominato il corsaro nero, la mezz'ala Alessandro Scopelli e il centro-mediano Andrea Stagnaro. I tre campioni restarono alla AS Roma soltanto per due stagioni portando la squadra ad un quinto e ad un quarto posto. Dopo esser stati naturalizzati italiani per godere di alcuni vantaggi, tra cui anche quello di poter esser convocati nella nazionale azzurra, scapparono di nascosto in una notte del 1935 spaventati dalla minaccia di una chiamata alle armi.[13] L'Italia in quel periodo stava infatti per entrare in guerra contro l'Etiopia.
Durante la stagione 34/35, per via di un'operazione di ringiovanimento della rosa, il presidente Renato Sacerdoti decise di vendere il capitano Ferraris IV che, poco propenso ad allontanarsi da Roma si accasò clamorosamente alla Lazio, diventandone addirittura il capitano. La notizia sconvolse i tifosi che gridarono al tradimento. Pochi giorni dopo Attilio Ferraris diventò campione del mondo con la nazionale italiana e qualche mese dopo verrà definito in una storica partita con l'Inghilterra: il "Leone di Higbury".
[modifica] Gli anni quaranta
Per approfondire, vedi la voce Associazione Sportiva Roma/Anni 40.
La Roma del primo scudetto.
[modifica] Il primo Scudetto
Dopo un decennio di piazzamenti più o meno buoni, nella stagione 1941/42 arrivò inaspettato il primo trionfo importante: lo scudetto, conquistato il 14 giugno 1942 battendo per 2-0 il Modena nell'allora Stadio Nazionale, sito al posto